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Categoria: Attualità Visite: 1114

... divenne "Estate in Alta Irpinia"

Era il 1979 e la II edizione della rassegna santandreana fu aperta ed estesa a diversi comuni della zona per diventare "Estate in Alta Irpinia". Un'idea brillante, che allargava i confini locali per coinvolgere anche altri ...

La locandina della manifestazione del 1979

... paesi realizzando qualcosa mai vista prima e che avrebbe potuto cambiare le estati di tutta la zona.

Era il primo e, se non unico, abbastanza raro tentativo di coordinare le iniziative prese da vari comuni per richiamare turisti e spettatori nell'Alta Irpinia evitando inutili e deleterie sovrapposizioni di eventi e spettacoli e migliorando la qualità degli stessi, con artisti di spessore e di prima qualità.

In particolare si prevedevano per quella Estate numerosi e variegati spettacoli nonché interessanti appuntamenti in tutti i comuni coinvolti. Essi erano Bisaccia, Conza della Campania, Lioni, Sant'Andrea di Conza e Torella dei Lombardi.

Alla rassegna veniva assicurato il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Avellino, della Comunità Montana Alta Irpinia, dall'Ente Provinciale per il Turismo di Avellino, dall'Assessorato Turismo e Spettacolo della Regione Campania, dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Campania.

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Questi gli appuntamenti previsti

A Sant'Andrea:

A Bisaccia:

A Conza della Campania:

A Lioni:

A Torella dei Lombardi:

La rassegna sarebbe stata arricchita da proiezioni di film a 16 mm, mostre di artigianato locale con visite ai laboratori e alle botteghe, attività sportive, stands gastronomici, spazi tenda.

Indubbiamente era un'iniziativa fuori dall'ordinario e fuori dai soliti schemi che vedevano prevalere nei singoli comuni il vecchio e deleterio campanilismo e frenare un minimo di sviluppo che ancora tutti si auguravano.

Invece, l'anno successivo, venne il terremoto e i problemi da affrontare diventarono ben diversi; le amministrazioni comunali cambiarono e così le sensibilità verso eventi che avrebbero potuto condizionare diversamente il richiamo verso queste zone.

Ripartire oggi per quella strada sembra sempre più difficile anche se nel frattempo sono intervenuti "sulla scena" persone di livello "superiore" che sulla carta potrebbero dare una svolta alle condizioni sempre più precarie di queste zone ma che devono ormai lottare contro un nemico sempre più forte e inesorabile: lo spopolamento e il rischio di estinzione oltre che, naturalmente, contro l'immarcescibile "campanilismo".