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Categoria: Attualità Visite: 981

Ci vuole qualcosa di più

Avevamo già segnalato, alla fine della scorsa estate (L'estate del 2018 a Sant'Andrea di Conza), che non si può puntare solo su quattro spettacoli teatrali e tante altre occasioni di incontro e manifestazioni varie per lasciare un segno tangibile nelle nostre zone. Qualcosa di efficace e duraturo per smuovere una vita stanca e deprimente nella quale ci si ...

La locandina della manifestazione del 1979

... trascina nel resto dell'anno.

L'articolo "Capitali della cultura per un giorno, ma si spera per tutto l’anno" di Giulio D'Andrea inserito nel sito di "irpiniapost.it" ci induce ad approfondire l'argomento e rilanciare quanto emerge da esso, nuovamente, su questo sito.

In tale articolo viene citato quanto ha sostenuto Paolo Verri, mente culturale e di marketing di Matera 2019, nell’ambito del Goleto Festival, ossia "... che la politica, le amministrazioni, fanno bene a disegnare visioni anche a lungo termine. Ma nel frattempo i paesi, con gli abitanti dei paesi, non possono restare a guardare e a sognare."

Sostiene ancora D'Andrea: "Verri fa riferimento a un ambito culturale, di eventi. Come dire, lo Sponz [a Calitri] anche in altri periodi dell’anno. Cairano deve vivere almeno una volta al mese e lo stesso vale per il Goleto, Senerchia, Villamaina e Lacedonia (giusto per citare i luoghi dello Sponz 2019). Ed ovviamente vale per l’Alta Irpinia tutta.

Ciò che tuttavia andrebbe ricordato con forza, quasi ogni giorno, è ciò che manca. Oltre agli eventi ogni mese, e Verri pure lo ha sussurrato, servirebbe che la cultura e gli eventi venissero prodotti dagli stessi paesi che si pongono come faro artistico o culturale per una estate o poco più. Ed allora la vera sfida è quello di creare la cultura, produrre bellezza e non fermarsi a guardarla (quando c’è). Con i comuni che dovrebbero adoperarsi per far suonare i ragazzi mettendo a disposizione spazi e offrendo occasioni. Con i licei che andrebbero coinvolti più di una volta al mese con incontri e workshop di ampio respiro. Con mini-rassegne invernali che coinvolgano tutti i creativi dell’Alta Irpinia. Questa è cultura, il resto sono ammalianti e ingannevoli serate estive. Belle e fugaci."

L'articolo di Giulio D'Andrea è interessante e appropriato e richiede una riflessione attenta. Ciò che vorremmo aggiungere è che la sfida che lui prefigura, cioè "creare la cultura, produrre bellezza" non potrà mai essere lanciata da chi è ignorante e si bea di esserlo. Nulla si può fare se non si favoriscono gli attori e i luoghi di produzione della cultura e della bellezza.

A monte c'è sempre lo studio, l'approfondimento, la gestazione e l'elaborazione di idee e progetti che devono risultare determinanti per un miglioramento generale.

Al contrario, vengono esaltati e premiati quanti spacciano per cultura e per bello ogni porcheria che capiti sotto tiro e con i quali una classe dirigente pavida e incompetente ama confrontarsi perché solo quelli è capace di dominare e adoperare a suo piacimento.

Certamente sono da apprezzare ed elogiare gli incontri e le attività realizzati nell'ambito della Festa del Libro ma bisogna uscire dalla logica di interventi sporadici e di breve periodo che insistono sul “consumo di cultura” e passare a investimenti strutturali a favore della “produzione di cultura”.

Ma in una fase caratterizzata da spopolamento e impoverimento generale, è necessario il concorso e la partecipazione di tutte le forze disponibili, siano esse schierate a favore o contro chi è preposto alla fase decisionale. Tutti devono essere coinvolti e sollecitati a contribuire e ad elaborare proposte e progetti. .

Favorire la creatività, inventare la bellezza, produrre cultura, è impossibile se la classe dirigente continua a crogiolarsi con l'ordinario esercizio del potere e pensa solo a far mostra di se stessa in ogni occasione che le si presenti o che, addirittura, organizza.

E a Sant'Andrea di Conza, ormai lontano ed escluso dallo Sponz di Calitri, dal 7x di Cairano, dal Goleto, ecc., questo è ancora più vero.