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Categoria: Crisi Covid-19 Visite: 749

... ci voleva pure la neve!

Dopo il "coronavirus" e le restrizioni imposte dal Governo, dal presidente De Luca e dal capo locale è arrivata pure la neve. A raffreddare ulteriormente gli animi e lo stato generale degli abitanti di questo (s)perduto paesino.

Da una parte, forse, è un bene perché l'evento atmosferico scoraggia chiunque ad ...

La neve del 25 marzo 2020 si è già squagliata

... uscire di casa, ma è comunque qualcosa che sconforta e deprime. Gli accenni di primavera facevano sperare in bene.

Poco resta da dire di questi giorni tristi se non che l'accavallarsi di norme, impedimenti e limitazioni emanate sta generando un po' di turbamento e disorientamento nella popolazione. D'altronde i comportamenti delle autorità e delle persone che sono coinvolte nella gestione dell'emergenza lasciano sconfortati e, a volte, sconcertati. In generale abbiamo accolto favorevolmente le prescrizioni e le decisioni emanate ma crediamo che innanzitutto dovrebbero essere semplificate e riassunte in ordinanze riepilogative chiare e comprensibili facilmente; in secondo luogo auspicheremmo una maggiore riflessione sui singoli provvedimenti.

Ad esempio circa la norma che vuole «la limitazione, eventualmente a rotazione, ad un solo "nominativo" per nucleo familiare e per due volte a settimana e per l'acquisto di beni essenziali ...», ci chiediamo: che significa? Evidentemente che un solo componente di ogni nucleo familiare può uscire a fare la spesa. Ma colui che controlla deve allora conoscere la situazione di ogni famiglia e registrare tutte le persone che incontra, per un'intera settimana, e passare poi le registrazioni a chi dovesse sostituirlo! Evidentemente qualcosa di molto macchinoso. Molto meglio sarebbe stato un invito, una raccomandazione alla più oculata organizzazione delle uscite e alla loro limitazione.

La chiusura del Cimitero poi! ... Ma se lì non c'è un'anima viva!

Abbiamo poi saputo della disponibilità di mascherine prodotte in loco da benemeriti artigiani e sarte, ovvero delle 450 mascherine donate da alcuni giovani che le hanno acquistate con i risparmi accumulati da un loro gruppo. Anche qui ci chiediamo: a chi vengono distribuite? Con quali criteri, con quali priorità? È vero che servono a poco e che forse bisogna sperare che non servano proprio! Però è avvilente constatare il comportamento di taluni coadiutori e ascoltare le risposte che (non) forniscono in merito.

Abbiamo già vissuto periodi tristi ed emergenze analoghe a quella che viviamo oggi e abbiamo già visto comportamenti e atteggiamenti sprezzanti e superbi di chiunque avesse ricevuto o si fosse ritagliato un ruolo qualsiasi nell'organizzazione dell'assistenza.

Che ribrezzo vederli ripetere!