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Categoria: Crisi Covid-19 Visite: 632

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Leggi anche la replica di Gerardo Vespucci

All’attenzione di chi vuol conoscere “i fatti” senza essere condizionato da pregiudizi

Non è mia intenzione confutare le opinioni e le contestazioni di quanti hanno da ridire sul comportamento degli amministratori in questo momento così critico per il paese. Altri lo faranno con dati alla mano e con più consapevolezza. Dico solo che chi conosce fatti concreti di parzialità e di favoritismi deve ...

... avere il coraggio di citarli con nome e cognome per essere pienamente credibili.

Pregiudizi (da ilfaroonline.it)

A me, però, preme sottolineare come in questo frangente non giova a nessuno dare l’immagine, anche all’esterno, di un paese diviso in polemiche e diatribe. Faremmo torto a noi stessi e a generosi e industriosi nostri concittadini che in questo momento ci sono vicino non solo con l’affetto e la solidarietà, ma anche con concreti gesti di donazioni, contributi in denaro e presidi medici.

Mi riferisco principalmente a Davide Maraffino che si è prodigato non solo per noi, ma anche per i paesi viciniori e merita tutto il nostro plauso e rispetto. Sono intimamente convinto che il suo è un aiuto sincero superpartes per il bene di tutti i suoi concittadini senza esclusione alcuna.

Questo mio intervento vuol essere solo un contributo per fare chiarezza su quanto è stato scritto su codesto sito e un invito alla pacificazione sociale di cui tutti in questo momento abbiamo bisogno.

E proprio per chiarezza e non per polemica voglio sottolineare che l’emergenza che stiamo affrontando è ben diversa da quella del terremoto del 23 novembre 1980. Poi ognuno, seguendo la propria visione, può dire e pensare quello e come vuole.

Le realtà all’indomani del terremoto e del corona-virus sono ben diverse e non paragonabili.

All’epoca del terremoto all’amministrazione si confrontavano due vere forze politiche, la maggioranza rappresentata dalla DC e la minoranza rappresentata dalla Stretta di mano-Sinistre unite.

Erano due forze di egual peso politico. Infatti, nelle elezioni dell’8 giugno 1980 la popolazione si trovò divisa quasi esattamente a metà. La DC riportò 691 voti e la Sinistra 679 voti: solo 12 voti separavano le due liste.

Più che normale e giusta la disponibilità della maggioranza per la formazione di un Comitato Unitario, come richiedeva l’altra parte politica, per risolvere tutti insieme i tragici problemi che si dovevano affrontare. Solo per la convenzione ad escludendum messo in atto dalla sinistra nei confronti di chi aveva determinato la loro sconfitta nelle elezioni di cinque mesi prima, non se ne fece nulla.

E quella stessa sinistra fu addirittura rabbiosa nei confronti di Lamanna Pasquale, Vespucci Antonio, Bellisario Pasquale consiglieri di minoranza della sinistra, perché rei di essere stati convintamente solidali e senza distinguo nell’appoggiare la risoluzione della maggioranza di liberarsi delle orde di Onda Rossa.

Fallito il tentativo del Comitato Unitario per guidare il paese nel post terremoto, nacque un Comitato di Iniziativa Popolare che al massimo può vantare l’incontro del 13/2/1981 in cui come dice il documento esibito dal Vespucci si convenne di «lavorare attorno alla idea dell’area artigianale e industriale intercomunale a valle del paese di cui è stato presentato all’Amministrazione un progetto di massima». Chi conosce un’area industriale intercomunale come risultato di quell’incontro si faccia avanti.

La promessa di assemblee pubbliche non si nega a nessuno. Solo polvere negli occhi. Non ce ne fu alcuna quando si decisero le aree per il PIP e per i prefabbricati. E nemmeno il comitato fu interpellato sulla scelta delle ditte che fornirono i prefabbricati.

Oggi, in piena emergenza coronavirus, sarebbe impossibile dar vita a un comitato di salute pubblica per prendere iniziative per tutelare tutti insieme la salute dei cittadini. Ammesso che fosse possibile, con chi dialogare?

Nemmeno un anno fa, una certa parte “politica”, come scrisse l'ing. Rosario qualche tempo fa, «il PD, piaccia o meno, è l'unico Partito presente a Sant'Andrea; l'unico in grado di far parlare di politica la nostra comunità» si auto ridusse al silenzio. Fu incapace persino di presentare una lista senza dare la possibilità ai tanti che erano contrari al sindaco D’Angola di esprimere il loro dissenso con il voto.

E il paese, pur in assenza di una vera lista di contrapposizione, non disertò le urne; ben 943 cittadini, circa il 74% degli aventi diritto ( i 1278 elettori residenti a Sant’Andrea e in Italia) andò a votare. E quasi plebiscitariamente votò la lista D’Angola che con i suoi 856 voti superò di 107 voti i 749 delle elezioni del 2014. Non c’è stata nemmeno una valanga di schede bianche e nulle; sono rientrate nella normalità.

La lista di garanzia PAESE MIO diede legittimità alle elezioni ed evitò la sciagura del commissariamento. Provate ad immaginare in questa emergenza un commissario a Sant’Andrea. Avrebbe profuso lo stesso impegno del sindaco D’Angola e degli amministratori? Non lo penso proprio! Molto probabilmente il corona-virus sarebbe stato di casa a Sant’Andrea.

Per quanto mi riguarda, come rappresentante di una minoranza anomala, nella convinzione che senza il supporto di una parte della popolazione il mio operato sull’amministrazione non avrebbe alcun valore, il 4 ottobre 2019 tramite una lettera proposi al segretario pro tempore un incontro col Circolo del PD per un tentativo di dialogo in tal senso.

Quest’incontro non c’è mai stato. Poteva essere una occasione per far ritornare la politica « un’arte che coinvolgeva il corpo e l’anima delle persone senza nulla pretendere…»

In questa emergenza quale ruolo mi sono ritagliato? Ho creduto di sostenere gli sforzi che l’amministrazione sta compiendo con dei suggerimenti che possano ovviare a delle osservazioni che, pur essendo ancora all’inizio dell’emergenza, già cominciavano a circolare in paese e che mi erano state segnalate. Questi i due messaggi inviati al Sindaco:

Messaggio del 10 marzo, ore 11,43

Caro sig. Sindaco,

Sono un vecchietto e me ne sto a casa nel rispetto della legge. Ma, tu sindaco, mi raccomando, falla rispettare a tutti, la legge! In questo periodo particolare il tuo comportamento sia imparziale con amici ed avversari per non essere tacciato di favoritismi. La salute è un diritto di tutti.

Messaggio del 14 marzo ore 12,01

Caro sig. Sindaco,

Non per essere un rompiscatole, credo che io abbia il diritto, come capogruppo di una pseudo minoranza, non dico di essere consultato (oltretutto sono per la dittatura) ma almeno essere informato sul tuo operato in questo periodo particolare, così posso rispondere a chi mi pone domande. Posso anche avvalorare e difendere le tue scelte se so come ti muovi.

Il sindaco in risposta mi ha ampiamente assicurato di pensare al bene di tutti e di agire nel rispetto delle ordinanze governative e regionali, non facendo mancare l’aiuto dell’amministrazione ai più bisognosi. E per quanto mi risulta, i volontari, gli impiegati comunali, gli amministratori, e principalmente il sindaco in prima persona stanno rispondendo egregiamente alle difficoltà che questo periodo di emergenza presenta.

Sant’andrea di Conza, 30 marzo 2020

Giuseppe Mastrodomenico,
capogruppo della lista di minoranza "Paese mio"


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