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... la fiaccola olimpica a Sant'Andrea di Conza

I seguenti due articoli furono pubblicati su "la fonte", numero speciale delle classi 1a A e 3a A dell'Anno scolastico 1983 - 84. Li riproponiamo qui come esempio di un lavoro e di un impegno di alunni e docenti che si spera di vedere emulato ma anche perché raccontano di un avvenimento significativo che molti ancora ignorano. Le immagini, comunque significative (mai vista tanta gente a S. Andrea), lasciano un po' a desiderare ma sono ricavate dalla scansione di quelle riportate in un vecchio numero del periodico e non si poteva ottenere di meglio.

STORIA LOCALE: VITA - FATTI - PERSONAGGI

LE OLIMPIADI

Il simbolo delle olimpiadi (disegno di Michelangelo Bozzone)

Per alcune città greche, come ad esempio per Atene, lo sport era molto importante, infatti era fonte di bellezza, di preparazione militare e culturale, di forza, di morale religiosa. Perciò, grazie a queste città, oggi si disputano le OLIMPIADI, perché esse furono le prime a festeggiarle in onore degli dei. Queste venivano celebrate ogni quattro anni nella città di Olimpia; all’inizio vi parteciparono soltanto gli abitanti del Peloponneso, ma in seguito furono ammessi tutti gli uomini, purché fossero greci. In principio le Olimpiadi duravano solo sette giorni, di cui cinque venivano impiegati per le gare e gli altri due per le premiazioni. Esse venivano svolte tra luglio e settembre e negli anni divisibili per quattro. Naturalmente, all’inizio le gare consistevano soltanto in corse podistiche, ma, con il passar del tempo, i giuochi aumentavano e se ne introdussero altri, come la corsa di fondo, il pugilato, la corsa con i cavalli. Il premio consisteva in una corona d’ulivo selvatico con una palma, simbolo della vittoria; inoltre i vincitori venivano segnati nei registri con il nome della città della propria nascita e del padre. Però le Olimpiadi furono soppresse nel 383 d. C. dall’imperatore Teodosio I e furono riprese, naturalmente in modo più aggiornato, dopo 1500 anni, nel 1896. Anche oggi, come nell’antica Grecia, le Olimpiadi vengono disputate ogni quattro anni e negli anni divisibili per quattro. Quello che si prende la maggiore responsabilità delle Olimpiadi è il C.I.O., cioè il Comitato Olimpico Internazionale, il quale è rappresentato nelle varie nazioni da comitati nazionali. La bandiera olimpica viene raffigurata su di un panno bianco, con cinque anelli che s’intersecano al centro, di vari colori: blu, nero, rosso, verde, giallo, che stanno ad indicare i cinque continenti, uniti nello sport. Come è stato detto precedentemente, in principio i giochi erano pochi, ma ora ce ne sono moltissimi, di cui 13 "obbligatori": l’atletica leggera, la ginnastica, il pugilato, la lotta, la scherma, il tiro, il nuoto, il canottaggio, gli sport equestri, il pentathlon moderno, il ciclismo, il sollevamento pesi, la vela. Ce ne sono altri, che invece sono facoltativi, come il calcio, la pallanuoto, la pallacanestro, la canoa, il tiro a segno.

Da Atene a Roma (disegno di Michelangelo Bozzone)

Naturalmente, con il passare dei secoli, le Olimpiadi sono diventate sempre più complesse, ma belle, ed hanno avuto la soppressione e l’introduzione di molti giochi. Anche quest’anno(1) si disputeranno le Olimpiadi e si svolgeranno negli Stati Uniti d’America, a Los Angeles, e il governo di questa città sta consumando miliardi per costruire la "Città Olimpica", la quale, per estensione, si può dire che è il doppio del nostro paese. Avere le Olimpiadi nella propria città è un grande onore, perciò gli Americani stanno facendo del tutto per far essere tutto a posto e per guadagnare molto, quindi stanno organizzando mostre, parate ed altre cose che suscitano la curiosità dei cittadini del mondo. Perciò hanno chiesto un piacere all’Italia, che consiste nel prestare per la durata delle Olimpiadi, i nostri "Bronzi di Riace". Questi sono due statue di bronzo che risalgono a più di duemila anni fa e che non molto tempo fa sono state ritrovate nel fondo del mare, quindi sono molto preziose, perciò sono sorte delle discussioni sulla opportunità o meno di inviarle in America. Hanno intervistato gli Italiani ed una parte ha detto che si devono mandare, così si potrebbe avere un bel contributo; l’altra, invece, ha dato un parere sfavorevole, perché si suppone che, dovendo attraversare l’oceano, possano danneggiarsi. Secondo me, i Bronzi sono una delle tante bellezze italiane, che attirano molti turisti, perché mandarli altrove? La decisione, per fortuna, è stata sfavorevole all’invio di queste statue, perché i tecnici hanno dato un parere contrario. Però non sappiamo ancora quale sarà la reazione degli Americani: staremo a vedere.

Mastrodomenico Katia, 1a A


La fiaccola olimpica a S. Andrea di Conza

Scambio della fiaccola in Piazza Umberto I
La fiaccola sotto il Municipio

Anche l’Italia, come tutte le altre nazioni, ha ospitato le Olimpiadi, che si svolsero a Roma nel 1960. Fu un grande evento e l’emozione era tanta, perché tutto era in regola: gli atleti, le sfilate, le gare, e non vi era stato nessun contrasto. Per qualche attimo, anche S. Andrea subì il brivido dell’emozione, emozione vera, perché la fiaccola olimpionica passò per il nostro paese, essendo questo situato su una della strade più importanti di comunicazione che porta a Roma; in quell’occasione giunsero a S. Andrea tutte le autorità. Il corso era pieno di gente giunta da ogni dove: vi erano accorsi il Prefetto e tutte le autorità della provincia e del capoluogo; per quell’occasione furono tinteggiate di bianco tutte le case del corso(2), e dai balconi sventolavano le bandierine con il simbolo delle Olimpiadi; come nostra tradizione, secondo cui si usa esporre nelle occasioni più importanti, come processioni e festeggiamenti vari, i capi più belli del corredo, furono esposte per tutte le vie del corso delle coperte bellissime, ricamate dalle brave artigiane del nostro paese. Tutto era stato organizzato in modo splendido; infatti, per non far annoiare la gente durante l’attesa, ci furono molte gare e, addirittura, da Avellino giunse una squadra di pallavolo, che intrattenne la gente nella piazzetta del MUNICIPIO, giocando.

In quel momento era tanta la felicità della gente e molte erano le urla di accompagnamento; la fiaccola la portava un atleta, il quale, vicino al Monumento, la consegnò ad un altro, il giovane Ettore Cicoira, di Calitri, come scambio simbolico tra province.
Gli atleti dovevano attraversare la via Appia, perciò scesero da Pescopagano.

La fiaccola olimpica arriva a S. Andrea
La fiaccola olimpica verso il Monumento

Allora era sindaco il Professore Alfredo Mauriello, il quale fece un bellissimo discorso, come pure il cavaliere Celestino Genovese, di Avellino, che si congratulò con i Santandreani per la bella organizzazione e lodò gli atleti. La fiaccola proseguì per la Sella di Conza seguita da un corteo di gente, che le andava dietro acclamando.
Sulla Sella di Conza furono sparati i fuochi d’artificio, mentre a S. Andrea le gare e i giochi continuarono fino a sera. Tutti ricordano quella giornata con grande felicità e una luce nei loro occhi si fa viva, al pensare a quel grande giorno: tutti erano contenti, tutti erano felici e l’emozione era tanta.
Io non ero nata ancora, però vorrei vivere anch’io dei momenti così emozionanti.
Anche quest’anno si disputeranno le Olimpiadi e si svolgeranno a Los Angeles, negli Stati Uniti d’America. Speriamo che gli italiani siano ben visti, data la faccenda dei Bronzi di Riace", e che siano accompagnati da tanta fortuna, da far felici i loro concittadini.

Mastrodomenico Katia
Classe I Sez. A

Vale la pena aggiungere che, quale ulteriore ricaduta positiva sul paese, in concomitanza con gli avvenimenti descritti nell'articolo, i ragazzi di S. Andrea (tra i quali c'ero anch'io) cercavano di emulare le gare olimpiche così come potevano: le corse venivano svolte sulla strada, il salto in alto in qualche prato, utilizzando tre canne; il calcio, alla "fonte". La gara che si svolgeva nella sede più propria era ovviamente la "corsa campestre". Qualcuno propose addirittura di svolgere le gare di nuoto nella "tonza di Giuanne lu pastore" ma non se ne fece nulla perché pochi sapevano nuotare ... altrimenti ... !?!

Rosario Cignarella

Nulla

1 - Evidentemente il 1984.

2 - Bisognava aver visto come fossero prima per comprendere la necessità dell'imbiancatura "a calce" che fu effettuata!