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Categoria: Meraviglie Visite: 3753

... di Conza

Abbiamo ricevuto dall'amico Andres e volentieri pubblichiamo, più in basso, una serie di foto che illustrano magnificamente l'intervento di recupero effettuato recentemente sul "Mulino alla Fonte" e che sono ampiamente esplicative già di per se.

Peccato però dover aggiungere di ...

Veduta del mulino 'alla Fonte' dopo il restauro

... aver rilevato qualche imprecisione negli strumenti utilizzati per descrivere l'intervento.

Le abbiamo segnalate e ci è stato assicurato che saranno prontamente rimosse.

Vogliamo sperarlo ma riteniamo comunque necessario consigliare una maggiore attenzione quando si riportano notizie e dati per qualificare un intervento. Altrimenti si ottengono più danni che benefici.


Qui di seguito le bellissime immagini del mulino inviateci da Andres

N. B. - Se non venissero visualizzate, ricarica la pagina

Qualche tempo fa avevamo pubblicato le seguenti note ...

Riportiamo in primo piano questo articolo perché siamo riusciti ad arricchirlo con altre foto, relative ai lavori in esecuzione, che ci ha gentilmente fornito l'amico G. Maraffino e che riteniamo particolarmente interessanti.

Mulino 'alla fonte': la torre con il pozzo di caduta

L’importanza dei mulini ad acqua nella vita sociale ed economica di S. Andrea è stata una costante fino ad epoche recenti: le fonti documentarie che lo testimoniano consistono quasi sempre in atti di tribunali ovvero atti notarili stipulati per dirimere liti e questioni che insorgevano tra confinanti o persone interessate allo sfruttamento delle acque. Pochi giorni fa, finalmente, si è messo mano al recupero di uno dei vari mulini che hanno "operato" a Sant'Andrea di Conza nei secoli passati e che sono per lo più in rovina.

Era una delle tante lacune e manchevolezze che le "classi dirigenti" del nostro paese si sono lasciate dietro e che dimostravano l'insensibilità verso beni che, comunque, hanno determinato la nostra storia.

Certo, non era facile operare su manufatti di proprietà privata e senza risorse disponibili. Bisogna dare atto che in questo caso sono stati superati entrambi gli ostacoli e speriamo davvero che si riesca a intervenire anche su altri simili casi e, in particolare, sul "mulino de piede" che, nonostante tutte le calamità naturali e le diverse avversità alle quali è stato sottoposto, fa ancora bella bostra di sé a valle dell'abitato.

Tornando al mulino in corso di recupero vale la pena ricordare che non furono pochi i problemi che incontrarono i suoi proprietari almeno nella fase iniziale della "messa in opera" risalente agli inizi dell'Ottocento. Fu solo nel 1825 che, per mettere fine alle “varie liti” causate dalle servitù alle quali era stato assoggettato il Monastero da parte dei proprietari del mulino (i quali avevano deviato il corso delle acque e si erano serviti di due muri laterali di pertinenza dello stesso Monastero), fu stipulato uno specifico atto con il quale gli stessi proprietari ricompensavano il Monastero per i danni arrecati.

Il 'mulino alla fonte' e la relativa 'canala'

Da tale atto si rileva che tale mulino fu costruito agli inizi del 1800 “dal canonico don Alessandro Andreone, in società con don Carlo De Laurentiis, don Carlo Grossi, sacerdote, e il fratello di questi, Eligio Grossi”. È probabile però che la data di costruzione debba essere spostata in avanti, visto che nell’atto di vendita di una vigna alla Fonte, stipulato nel 1802, si fa riserva di modificare le condizioni della stessa vendita nel caso si costruisse un molino nella zona.

Non sappiamo quando cessò la sua attività né altri particolari, speriamo solo che i lavori vengano eseguiti con oculatezza e con la massima prudenza per ottenere risultati che, tra l'altro, ne rispettino il valore.

Di seguito alcune immagini relative ai lavori in esecuzione.

(N. B. - Se non venissero visualizzate, ricarica la pagina).