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Categoria: Meraviglie Visite: 1776

Lu cumende: un altro magnifico quadro del grande pittore santandreano

Un amico santandreano ci ha voluto onorare con l'invio di una foto che ritrae un altro bellissimo e caratteristico quadro del maestro Bellini. Anche questa si aggiunge a quelle già riportate nella piccola galleria dedicata al maestro Bellini e pubblicata in questo sito.

Nel quadro il maestro, con la sua ...

Le donne santandreane che "lavano li panne a lu cumende"

... grande arte, ha rappresentato una scena tipica della vita del paese che era possibile vedere fino ai primi anni settanta a Sant'Andrea. Similmente a tante altre sue opere, le persone ritratte (in questo caso le donne) rivivono e, come per incanto, sembrano "muoversi" nell'eseguire il loro lavoro e le loro azioni.

In questo caso le donne sono intente alla dura attività di lavandaie che svolgevano appunto al lavatoio presso l'antico Convento, chiamato semplicemente "cumende".

Come ben si può notare "lu cumende" era ancora "scoperto", costituito semplicemente da un canale rialzato ai lati del quale erano disposte le pietre scanalate sulle quali venivano sfregati "li panne" che venivano lavati.

Come al solito, aggiungiamo, il grande artista si è divertito ad inserire, anche in quest'altro capolavoro, un pizzico di malizia ritraendo le donne che faticosamente "lavano li panne" con pose, osiamo dire, un po' osé ma con grande efficacia pittorica riuscendone a dare, così, un'eccezionale essenza realistica.

In precedenza

Due bellissime opere del grande pittore santandreano

Un po' casualmente abbiamo potuto ammirare e fotografare due nuovi bellissimi quadri del maestro Luigi Bellini che, secondo noi, hanno un grande valore. Non tanto e non solo per la bellezza e la qualità in sé delle opere, che peraltro si possono ammirare in tutte le opere del maestro, quanto per un valore particolare che noi santandreani ...

Discoli e anziani a Sant'Andrea di Conza

... dobbiamo apprezzare. Esse si aggiungono a quelle già riportate nella piccola galleria dedicata al maestro Bellini e pubblicata in questo sito. Sono come un dono che egli ci ha fatto. In essi sono riprodotte, infatti, due scene caratteristiche della vita che si svolgeva a Sant'Andrea in un'epoca nemmeno poi tanto remota. Grazie alle informazioni forniteci dall'amico che li custodisce, possiamo infatti descrivere con qualche dettaglio ciò che il maestro ha "fotografato".

Nel primo, che ritrae una scena risalente al dopoguerra, si vedono, seduti ad oziare pigramente, sul sedile ancora oggi esistente in Piazza Umberto I di fianco alla rivendita di tabacchi, due persone di una certa età mentre alcuni discoli, sfaccendati e forse anche un po' sfacciati, ronzano loro intorno. Si vede uno dei ragazzi mentre cerca, scavalcando uno degli adulti che cerca di prendere qualcosa dalla tasca della giacca del signore col cappello. Ebbene questi pare corrisponda a Vito Piccininno, alias "cannelese", che all'epoca era il banditore di Sant'Andrea mentre il ragazzo era Peppino Cignarella che cercava di sfilargli la pipa che "cannelese" abitualmente fumava.

Una scena tipica, dicevamo, che poteva essere vissuta, a quei tempi, sia perché mancavano altri diversivi per i ragazzi (che, ad esempio, addirittura non sapevano nemmeno cosa fosse un pallone) sia perché i rapporti tra persone anche di età molto diversa erano più facili, attesa la maggiore numerosità della popolazione.

Ricamatrici di Sant'Andrea di Conza

Nel secondo quadro sono rappresentate due ricamatrici all'opera proprio nella casa del maestro.

Era anche questa una scena tipica: quante giovani santandreane hanno imparato l'arte del ricamo e hanno passato gran parte della loro gioventù a preparare il corredo! Nel caso specifico erano Concettina Schettino (de stroleche), sorella di Elena (più conosciuta) e Michelina Andreone (de ciucculatera).

Da sottolineare ancora del quadro la bellissima e caratteristica ringhiera del balcone di casa Bellini con la veduta di Via Sotto Piazza nonché lo "scherzo" dello specchio che sembra mostrare una terza ragazza.

Insomma, ripetiamo, davvero un dono che il maestro ha fatto al nostro paese che siamo lieti di poter condividere.