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Categoria: Meraviglie Visite: 1372

La storia di Sant'Andrea di Conza raccontata attraverso le pietre

Un libro che ... ci voleva!

Chissà perché le persone migliori e più valide sono esageratamente riservate e corrette! Questo ci viene da dire se pensiamo, tra gli altri, a Tiberio Luciani, una persona esemplare ma talmente discreta e modesta da essere pressoché ...

Tiberio Luciani, Le pietre di S. Andrea

... sconosciuta nel nostro paese. Eppure è sposato e ci vive da tanti anni. Ha tre splendidi figli, che sembrano seguire le orme del padre.

Pochi giorni fa abbiamo trovato, un po' per caso, nella libreria "Tuttolibri" un suo splendido lavoro, in verità già annunciato quando pubblicò un bellissimo articolo su "il Seminario" che trattava delle tombe di Teora, suo paese natale, progettate e realizzate dal nostro compaesano Pompeo Vallario, famoso a suo tempo per la sua proverbiale "precisione".

Il libro

FORMATO 22 x 22 – 228 pagine totali – 348 tra disegni di rilievo e illustrazioni a colori

Il libro tratta di una parte della storia di Sant’Andrea di Conza, che viene narrata attraverso gli elementi di pietra lavorata presenti nel paese, opera di abili scalpellini che avevano come base una cultura fatta di regole classiche ed antiche, che non potevano e non dovevano essere derogate.

Argomenti trattati:

  1. Gli elementi di pietra della storia.
  2. Gli scalpellini.
  3. Le Facciate.
  4. Le cappelle cimiteriali.
  5. I portali.
  6. Balconi e Finestre.
  7. Le maschere apotropaiche.
  8. I “Gafii”.
  9. Gli elementi per legare i cavalli e altri oggetti di pietra.

È bastato sfogliarlo per renderci conto del suo enorme valore. Le immagini in esso riportate illustrano le numerose opere opere d'arte che abbiamo sempre sotto gli occhi ma che spesso passano inosservate perché forse non ci rendiamo conto della loro bellezza, del loro pregio e della loro importanza. Esse costituiscono davvero una grande ricchezza per il paese che andrebbe sempre più valorizzata.

Il volume è altresì ricco di magnifici disegni di alcune delle opere che testimoniano la cura e probabilmente l'affetto che Tiberio nutre per tali opere e la sua bravura nel ricavarli dal vivo per valorizzarle ancora di più.

Nella premessa l'autore, per la sua citata modestia, sottolinea che la sua opera "non vuole essere una rivisitazione della storia di S. Andrea... al contrario un viaggio nelle pietre... e nella lavorazione delle pietre ad opera di una scuola di scalpellini, che, tra la seconda metà del diciannovesimo secolo e la prima metà del ventesimo, hanno dato vita ad opere di notevole fattura e valenza architettonica ed artistica sia a Sant'Andrea che nei paesi vicini."

Ma ci permettiamo di chiedergli: "E non è proprio questa la storia?"

Si. Secondo noi con il suo libro Tiberio ha fatto proprio questo: ha riscritto la storia del paese, se pure, dando maggiore rilievo al periodo specificato, ma con la testimonianza delle opere d'arte che vi si ritrovano e che, col suo aiuto, ogni cittadino può facilmente imparare. Una storia scritta con le pietre, appunto, e che risulta facile da apprezzare, amare e rispettare.

Il volume di Tiberio Luciani merita la massima considerazione e crediamo non possa mancare nella casa di ogni santandreano ma anche in quella di chiunque abbia coscienza del valore dell'arte per un popolo e dell'eredità che valenti artisti ci hanno tramandato e che noi spesso calpestiamo.