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Categoria: Ricette tipiche Visite: 1843

... dimenticata?

Alla ricerca di tradizioni santandreane ...

L'amico Totonno in una delle sue telefonate "a sorpresa" che ogni tanto mi fa dalla lontana Australia, nonostante i vari problemi cui deve far fronte, ha trovato il modo di raccogliere da uno zio della ...

I millefanti (foto tratta da: http://www.fondazioneterradotranto.it/)

... moglie Gerardina e di comunicarmi le indicazioni per un pasto pressoché dimenticato e del quale, in ogni caso, non avevamo mai sentito parlare.
Si tratta dei cosiddetti "mille fanti".
Con il suo solito entusiasmo mi ha raccontato i dettagli della preparazione di questa specie di pastina: dopo aver disposto della farina sul "tumbagne" si spruzza con le mani dell'acqua e dopo aver atteso qualche minuto si "cerne" la farina con la "seta". Si ottengono delle "palline" di pasta che si possono cuocere in un bel brodo.

Per la verità sono rimasto un po' scettico e dubbioso ma la curiosità e la sollecitazione di Totonno ad informarmi se qualche persona più anziana residente a Sant'Andrea si ricordasse qualcosa del genere mi hanno indotto ad approfondire la questione.

Dopo qualche insistenza una persona anziana (e a me vicina) ha ricordato qualcosa del genere ma lo pronunciava diversamente ossia "filinfante" e sosteneva che il termine fosse riferito a qualcosa di minuscolo e di insignificante.

Successivamente, incontrando per strada alcune signore, in verità abbastanza più giovani, e accennando alla questione è venuto fuori un termine ancora diverso, ossia "nfilifante", ma con forti dubbi sul suo significato.

È bastato poi cercare su Internet e si è subito trovato che trattasi di un tipo di pasta un po' più complesso (una sorta di stracciatella) di quanto raccontato da Totonno ma piuttosto diffuso e, soprattutto antichissimo.
È riportato, peraltro, nel vocabolario Treccani e quindi è un termine italianissimo e ben noto.

Come esempio riportiamo un cenno e l'immagine, di quanto rinvenuto sulla pagina Fondazione Terra d'Otranto - Millefanti sul desco pasquale al quale rinviamo per ulteriori approfondimenti. In questa pagina vengono chiamati “mellefanti” o “milaffanti” e, secondo quanto riportato, si ottengono ...

... mescolando semola di grano duro con uova e formaggio pecorino stagionato, fino ad ottenere un impasto friabile, che verrà ridotto in piccoli frammenti ottenuti dallo sfregamento tra le dita delle mani. Aspersi con semola asciutta per tenerli separati, vengono lasciati per un paio d’ore su di un telo perché asciughino, vengono cotti per circa quindici minuti in brodo di carne (di gallina un tempo, di vitello oggi). Un mestolo per piatto, con abbondante brodo e ulteriore spolverata di formaggio grattugiato.

Sarebbe interessante sapere se qualcuno conosce la ricetta santandreana e volesse condividerla inviandola a questo sito. In ogni caso ci ha fatto piacere aggiungere qualcosa di poco conosciuto e del quale si rischia di perdere la memoria.